Χαίρετε, φίλοι!

venerdì 3 febbraio 2012

Alle persone più care

Ora che il mio libro è uscito, dopo quasi dieci anni di gestazione, mi sembra doveroso spiegare quel τοῖς φιλτάτοις che compare nell'incipit del volume. Il termine greco non è stato scelto a caso, e questo va detto soprattutto perché nella dedica sono comprese delle persone che, ahimé, il greco non lo masticano. Pazienza, nessuno è perfetto... 

φίλος significa 'amico', certo, ma un amico speciale, un individuo con cui si è instaurato un legame indissolubile, fatto di azioni reciproche, di affetti, di momenti ed azioni compiute assieme: un patto pre-politico, nel senso che lega nel più alto grado di comunione e di fiducia. È questo un rapporto che è proprio dei familiari, sì, ma anche di coloro che, per affinità elettive, sentono di essere parte di un tutto, di essere intimamente connessi. Sono quelle persone che tu sai – o speri – ci saranno per sempre, nella buona o nella cattiva sorte.

Il mio libro è dedicato a loro, ai miei φίλτατοι e alla mie φίλταται (che, per chi non lo sa, sono superlativi). Non sono certo tanti, ma non sono pochi, anche se di alcuni di loro ho quasi perso le tracce. Ci sono ovviamente i miei genitori, Christiane e Valerio; ci sono i miei familiari, quelli che ancora ci sono e quelli che, purtroppo, non ci sono più, Charles, Luce, Lido, Ardelia e Patrick; ci sono i miei fratelli (non di sangue, ma di fatto), Giuseppe, Cristiano, Emiliano, Massimiliano, Federico, Daniele; ci sono gli amici carissimi bolognesi, Matteo, Irene, Lorenzo e Costanza; quelli lontani, come Aurélie; ci sono le donne che ho amato, Alessandra e Sofia; c'è chi mi sta oggi a fianco, Luna. E ci sono alcune persone a cui, per una ragione o per l'altra, penso o continuo a pensare con piacere e tanto affetto, come Giulia, Emanuela, Giuliana, Agnese.

A tutte queste persone, nella speranza di non aver dimenticato nessuno, è dedicato il mio libro. Vi sembrerà un elenco sterile, ma se stat rosa in nomine rosae, i nomi contano più di ogni altra cosa: quello che più desidero far loro sapere è che, se mai esse sfoglieranno quel volumetto azzurro, esso non sarebbe mai stato possibile senza di loro, perché io sono quello che sono grazie al privilegio di averle conosciute. E di averle amate.

6 commenti:

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  2. Nevica. A Roma.
    Per chi vive altrove è solo bello, in modo normale, o una scocciatura, ma nulla di particolarmente strano. È il 3 febbraio, d'altronde.
    Ma a Roma no. Qui è incredibilmente bello e diabolicamente assurdo allo stesso tempo, tra bambini di trent'anni che fanno a pallate di neve in pausa pranzo e macchine che sculettano a 20 all'ora. E in una giornata così, in cui non riuscivo ad uscire dall'empasse tra gioire per l'atmosfera e incazzarmi all'idea di tornare a casa abbandonando il motorino da qualche parte, m'hai tirato la pallata decisiva. La più bella e calda palla di neve che io ricordi ha fatto pendere l'ago verso il bambinone che conosci da vent'anni e più. E adesso ho gli occhi lucidi e il muso bagnato. Ottima mira, fratello. Bel colpo.
    Ti voglio bene.
    Lele

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  3. Ripenso alle giornate all'ens e ai suoi inquietanti personaggi, ai panini sul tavolone del dip, alle chiacchiere a ruota libera, alle birrozze in piazza verdi e alle cene etniche (in particolare mi è venuta in mente una sera messicana nel mio monolocale alla cité, con la camera che ha puzzato di curry o roba simili per due giorni) e vengono gli occhi lucidi anche a me adesso :-)
    Grazie a te per tutti questi pezzi di vita condivisa, amico mio.
    E spero di sfogliarlo presto, quel volumetto azzurro.

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  4. Ringraziare chi mi ha fatto venire gli occhi lucidi a seguito di questo post è un'operazione pressoché impossibile: se le parole sono palle di neve, ne sono stato sommerso. E ogni singola parola, pur a volte celata nel silenzio, mi ha fatto affiorare dolci e caldi ricordi di un passato che è il mio tesoro più prezioso. E anche se in questo periodo spesso mi succede, oggi so più che mai di non essere solo.

    E di non esserlo mai stato.

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  5. Che flash le persone che nomini!!
    è proprio vero, ci sono persone che ti entrano dentro e, anche se non le vedi più, rimangono lì, da qualche parte, dentro di noi :)

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  6. Però non hai risposto al mio messaggio su Facebook ^^

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